di Claudio Parente
(Managing Director di Clap Records & Promotions)

Non mi è facile raccontare il trentennale percorso musicale di uno degli artisti della scuderia Clap Records, ma ci tenterò.
Mi ricordo bene quando ho conosciuto Banana Joker alla metà circa degli anni 80. Ero temporaneamente rientrato in Italia e stavo cercando una band originale con la quale realizzare qualche lavoro. All’epoca in Italia e a Milano operavano numerose band nell’underground musicale e avevo già incontrato vari gruppi e musicisti, ma nonostante fossero dotati quasi tutti di una rilevante tecnica musicale non avevo trovato quello che cercavo: originalità.
Banana Joker era un tipo abbastanza strano, schivo, riservato e al primo incontro poco loquace.
Era il riferimento di una band abbastanza conosciuta nell’ambito underground milanese gli “Emisfero Boreale”.
Il mio primo approccio fu quindi con gli altri componenti della band (Piero Pallotta, Mattia Giorgetti e Pepè Petrossi). Ascoltando i loro lavori musicali e le demo dei nuovi brani rimasi subito colpito dall’originalità e dalla particolarità di quel percorso musicale e chiesi quindi chi era l’autore delle musiche del gruppo: era Banana Joker.
Pur suonando diversi strumenti non era dotato di una tecnica particolarmente evoluta alla chitarra elettrica o alle tastiere, ma quando prese la sua chitarra 12 corde (una Ovation Custom Legend 1158) rimasi abbastanza colpito: aveva sviluppato una tecnica molto personale e si vedeva che poteva trarne sonorità e passaggi estremamente interessanti e particolari.

Ebbi così modo di sciogliere il ghiaccio e di sapere che fin dall’inizio della propria attività Banana Joker aveva suonato e prodotto quasi esclusivamente musica di propria composizione e molto raramente aveva eseguito cover di altri artisti.

La musica di Banana Joker era effettivamente particolare, molto personale, un po’ sperimentale anche se si integrava nel contesto dell’epoca.

Mi parlò di influenze negli anni sempre diverse: dalla musica rock progressive tipica dei primi anni ’70 (Genesis, Emerson Lake & Palmer, Led Zeppelin etc…); fino al jazz-rock americano di metà anni ’70 (Return to Forever, Stanley Clarke, Weather Report, Airto, Chick Corea etc …), ma soprattutto del Rock Canterbury (Gong, Caravan, Hatfield and the North, National Health, Soft Machine).

Con Emisfero Boreale
Con la nascita di “Emisfero Boreale” Banana Joker realizzò il vero e proprio progetto musicale del “Rock Canterbury” made in Italy con un’ampia strizzata d’occhio alle atmosfere acustiche e non di Mike Oldfield
oltre che al jazz rock dei Gong sia nella versione Daevid Allen che in quella dei Pierre Moerlen’s Gong .
Il genere “Rock Canterbury” caratterizzò la produzione di Emisfero Boreale e Banana Joker ne fu il principale compositore; nei bootleg “Nuova Civiltà anno zero” e “Belfast” (quest’ultimo ora disponibile anche in Cd) il Rock Canterbury made in Italy visse una delle più spontanee rappresentazioni.
Nel brano “Nuova Civiltà” (dal Cd “Belfast”) il jazz-rock alla “Gong” made in Italy si compì perfettamente, ma fu nella minisuite di 13 minuti “Belfast” che propose un esempio riuscito di fusione tra rock canterbury, atmosfere acustiche e sperimentazione.
Nel periodo della sua attività con “Emisfero Boreale” Banana Joker firmò quasi tutta la produzione del gruppo, ma furono decisive, al compimento del “Rock Canterbury” made in Italy, anche le importantissime collaborazioni del fratello Alberto “Pepè” Petrossi (per gli arrangiamenti ritmici) e di Mattia Giorgetti (sonorità elettroniche con l’ausilio della mitica chitarra synth Roland GR-500).
Contemporaneamente Banana Joker collaborava assiduamente con musicisti italiani e stranieri, tra questi specialmente con William Marino e Chus Fernandez che sono stati determinanti per la sua crescita musicale ed artistica.
Quando arrivai io, alla metà degli anni ’80, la svolta fu rappresentata da una più marcata impronta elettronica e dalla sperimentazione sonora con percorsi a volte troppo elitari, ma nello stesso periodo, quasi a voler compensare un’eccessiva chiusura, Banana Joker lavorava anche a produzioni con orientamenti più commerciali e melodici come nel caso del brano “Rumours from the Sky”.
Il Cd, dallo stesso titolo ed ultimo di Emisfero Boreale, propone molte tendenze: sperimentazione (con i complimenti in trasmissione ad Antenna Tre del maestro Tony De Vita per il brano “Definitive war”), mass music e le vecchie atmosfere canterburiane.
Il “cavallo di battaglia” nei concerti dal vivo fu tuttavia, per tutti gli anni ’80, il brano “Pulsazioni”, scritto da Banana Joker nel 1978 e nato in studio (grazie anche al contributo ritmico del bravissimo batterista Enrico Ferraresi) come una via di mezzo tra jazz-rock, Canterbury e musica elettronica, successivamente arrangiato “live” in versione rock sinfonico con atmosfere alla “Genesis”: entrambe le versioni sono disponibili sempre nel Cd “Rumours from the sky” .

L’attività solista
Il progetto di progressive music in veste elettronica e sperimentale vide la massima espressione nel 1987 in “Future is Bright” realizzata in parte in Italia ed in parte in Australia e, anche grazie alla determinante collaborazione di William Marino, il brano risultò per l’epoca estremamente complesso, riuscito e raffinato. Banana Joker lo propose a diverse case discografiche italiane che lo respinsero considerandolo “in anticipo di vari anni”; ciò nonostante “Future is Bright” rimane un ottimo esempio dell’utilizzo estremo delle migliori tecnologie dell’epoca e non a caso diventò la demo-song degli strumenti Yamaha al SIM del 1987.
Nonostante tutto Banana Joker riteneva in quel periodo di aver mancato la piena maturazione tecnica e musicale; la sua musica spaziava tra genere commerciale ed escursioni anche troppo sperimentali, ma necessitava di non poche e maggiori evoluzioni. Queste considerazioni unitamente ad una marcata delusione nei confronti dell’industria discografica italiana lo portò per un breve periodo a cercare maggior fortuna a Londra; nel frattempo continuava con Emisfero Boreale.
Nel contempo io ero tornato in Australia e avevo fondato la Clap Records & Promotions e dopo qualche anno appresi che gli “Emisfero Boreale” si erano sciolti.
Dopo lo scioglimento di Emisfero Boreale l’attività solista lo vide inizialmente impegnato in progetti di sperimentazione e alla ricerca proprio di quella maturazione desiderata. Questi progetti non furono però mai terminati anche a causa di seri problemi di produzione finanziaria.
Fu così che, alla fine degli anni 90, nel corso del suo terzo viaggio in Australia gli proposi di realizzare un CD per la Clap Records & Promotions.
Banana Joker abbandonò la sperimentazione ed i percorsi di ricerca e, con la realizzazione e la pubblicazione di “Eleven eleven” (Clap Records 2000), realizzò un Cd in cui convivevano diversi generi musicali: rock elettronico  e brani cantati soft-rock (ne incluse ben 5). Al CD collaborò William Marino per tutta la pre-produzione realizzata in Italia.
Si era persa una parte della magìa e del desiderio di ricerca che aveva portato a “Future is Bright”: una delle punte massime del lavoro sperimentale di Banana Joker, ma il CD rappresentava un primo passo di maggiore apertura.
Con il successivo “2001” (Clap Records 2001) Banana Joker decise un ulteriore cambio e passò decisamente al genere ambient / new age elettronico arricchito da atmosfere classiche (la minisuite 2001; i brani: Mentre sta sorgendo il sole, Echi lontani) ed etniche mediterranee (Aria del Mattino, Banana Joker) con un’escursione nella techno dance (Il ladro di stelle).
Con “Beyond the Silence” (Clap Records & Promotions 2003) Banana Joker ha continuato nella scelta verso il genere ambient, new age ed elettronico perfezionando in parte il lavoro svolto con “2001” e proponendo anche atmosfere chill-out come nei brani “Only time will tell” e “Light beyond the darkness”. Il Cd propone due mini-suite tra cui “La Battaglia degli Angeli” orientata alla musica da film e con un finale alla “Ennio Morricone”.
“Beyond the Silence” ha incluso, per la prima volta nelle produzioni di Banana Joker, due cover: “The Anthem from Tarka” di Anthony Phillips e Simon Heyworth e “The Musical Snuff box – op. 32” del compositore russo Anatol K. Lyadov.
Anche a causa di molti altri impegni (tra cui la produzione e composizione per altri artisti) il nuovo lavoro di Banana Joker, dal titolo “L’era della tecnologia”, prevede una lunga gestazione: la pubblicazione è infatti prevista addirittura nel 2013.
Il progetto proporrà un ulteriore cambio di rotta ed il ritorno ad alcune atmosfere oscure, sperimentali e vocali incluse sonorità particolari e riconducibili soprattutto alla musica elettronica.

L’attività di compositore
La musica di Banana Joker si è espressa in progetti di tendenze musicali diverse. Tra questi è ad esempio l’ attività di compositore di brani di musica leggera italiana per altri artisti che si è concretizzata nella partecipazione come autore a tutte le edizioni del “Festival della Canzone Originale Italiana d’Australia”. Per alcuni anni infatti, firmandosi con la propria reale identità di Pasquale Petrossi, ha scritto molti brani per vari cantanti australiani di origine italiana tra cui: Rennie Ozzimo, Dona Ciurleo, Sonia Cucinotta e Franca Arena.
Nel 2002 il brano “Andare Via” si è classificato al 4° posto e ha vinto il Premio Speciale della Giuria del Festival; nel 2003 il brano elettronico ed un po’ sperimentale “Luci Trasparenti” si è classificato al 3° posto nonostante un testo duro, impegnato e un po’ difficile per il grande pubblico. Anche il brano “E’ già domani” ha ottenuto un buon piazzamento (4° posto) nonostante fosse il remake di un brano scritto da Banana Joker nel 1987.
Nell’edizione 2004 Banana Joker ha proposto con poca fortuna un raffinato swing dal titolo “Prigioniera del mondo” realizzato in Italia e che annovera al sax un Nicola Calgari in grande forma e in versione “dark”. Calgari è tornato a collaborare con Banana Joker dopo circa 20 anni: l’ultima collaborazione risale infatti al periodo di “Emisfero Boreale”. Il secondo brano è stato “Musica”, dedicato a tutti i musicisti, caratterizzato da atmosfere un po’ retrò nonostante sonorità e melodia attuali. infine il brano “Siamo noi” che oltre ad essere molto orecchiabile ha proposto atmosfere “dance”.
A tutti i brani del Festival 2004 ha collaborato come co-produttore il fratello Alberto “Pepè” Petrossi che ne ha operato anche la direzione artistica.
Nel 2005 ha vinto per la seconda volta il “Premio della Critica” con lo swing “Il buio dentro me” interpretato al festival da Simona Santoli; il brano “Uno sguardo verso il mare” ha avuto un discreto piazzamento.
Nel 2007 ha sfiorato la vittoria del festival (per due soli voti) con il brano un po’ atipico e particolare “Sono tante le parole” i cui testi sono stati scritti insieme ad Amerio Pace e la cui interpretazione è stata di Rennie Ozzimo: il brano si è classificato secondo.
Nel corso di quest’anno ho personalmente curato la produzione di una nuova versione del brano “Cerco un mare lontano” scritto da Banana Joker nel 1998 (e già pubblicato da Clap Records & Promotions anche in occasione del Festival 2005), l’intero staff di Clap Records ha creduto nelle enormi potenzialità di questo brano nell’ambito del genere “pop opera” e nelle doti di un nuovo grande interprete della scuderia “Clap”: il cantante Mauro Soli.
Il lancio del nuovo CD e del video clip è avvenuto a settembre 2007 per il mercato australiano.

Tutti i brani scritti da Banana Joker per le varie edizioni del “Festival della Canzone Originale Italiana d’Australia” sono disponibili su CD nelle compilations pubblicate nel 2002, 2003, 2004, 2005 e 2007 da Clap Records & Promotions e distribuite in tutta l’Australia da Colossal Records.

Conclusione
Nell’attività di autore di brani di musica italiana Banana Joker ha rivolto molta attenzione a tematiche che trattano problematiche sociali: “Luci Trasparenti” abbraccia il tema dei bambini nei paesi di guerra, tema ripreso con “Sono tante le parole”; “Prigioniera del mondo” e “Il buio dentro me” rappresentano una denuncia alla vita frenetica delle città moderne ed alla perdita di identità; “Andare via” racconta il desiderio di fuga e di “scappare, andare via”.
Anche nelle produzioni da solista alcuni riferimenti non sono casuali, uno per tutti: “Un Diamante è per sempre” (C.D. “2001”) nel quale ha sarcasticamente preso in prestito lo slogan pubblicitario di una nota società di diamanti per commentare musicalmente quanto avvenuto in Angola e in Africa per molti anni a causa della guerra.
Con il nuovo CD “L’era della tecnologia” (che includerà il brano cantato “Noises from the Sky ”) Banana Joker affronta il tema sui possibili rischi derivanti dalla poca chiarezza che riguarda il controllo della tecnologia, della comunicazione e di internet in particolare.
Clap Records & Promotions pubblicando la musica di Banana Joker inserisce nel proprio selezionato catalogo uno spazio dedicato a proposte originali e non sempre rivolte al grande pubblico.
Nonostante il successo commerciale non sia ancora arrivato Clap Records & Promotions si propone di rinnovare il proprio impegno, anche a riguardo del Festival della Canzone Originale Italia d’Australia, per mantenere un ponte aperto con la cultura musicale mediterranea e con l’Italia in particolare.
Non è la lunga amicizia che mi lega a Banana Joker, ma è la sua musica atipica e l’attenzione rivolta verso temi profondi che mi incoraggia,  nella mia attività di produttore artistico e discografico, nel continuare, a discapito delle non poche difficoltà, in questo particolare e stimolante percorso artistico.

Claudio Parente
Clap Records & Promotions
Geelong, Luglio 2007

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